Storia

I primi insediamenti nel territorio iraniano risalgono al 3000 a.C., quando gli Elamiti dondarono Shush. Nel II millennio a.C. il controllo passa agli Ariani, fino al VI secolo a.C. quando Ciro il Grande iniziò a Regnare sulla regione iraniana. Nel IV secolo a.C. Alessandro Magno, sebbene le tre accomodanti offerte di Dario III, invase Shush, attraversò le montagne verso est e occupò Persepoli. Nel 323 a.C., quando Alessandro Magno morì, la Persia passò sotto il controllo dei Seleucidi, che non riuscirono a controllare le minoranze etniche residenti nella regione, In particolare, i Parti, un popolo nomade, conquistarono il controllo di quasi tutta la Persia. Nel III secolo d.C. i Sasanidi entrarono dalle regioni centrali della Persia che non erano sotto il diretto controllo dei Parti ed invasero il territorio armeno. I Sasanidi furono sconfitti, nel VI secolo, dagli Arabi, che governarono fino al 1050. Il controllo degli Arabi influì molto sulla popolazione e la maggior parte di questa si convertì all’islamismo. Furono inoltre introdotte la lingua e la cultura persiana. Dalla seconda metà del II secolo il territorio passa sotto il controllo dei Turchi fino all’invasione mongola del XIII secolo, guidata da Gengis Khan. Alla fine del XIV secolo, quando non ci furono più capi in grado di governare la popolazione mongola, i Timuridi occuparono i territori. Nel XVI secolo, il governo passò nelle mani della dinastia Safavide, che intensifico la dottrina religiosa sciita e ricostruì Isfahan. Gli Afghani, che conquistarono il territorio nel ’700, non riuscirono a mantenere il potere e l’Iran fu governato per quasi un secolo da una successione di uomini folli, fino a quando Aga Mohammed Khan si unì ai Cagliari della Turchia e stabilì la capitale a Teheran. Da questo momento in poi l’Iran visse un lungo periodo di pace che durò fino al 1921, dichiarandosi neutrale durante la Prima Guerra Mondiale. Anche nella Seconda Guerra Mondiale l’Iran si mantenne neutrale ma la Gran Bretagna e la Russia vi stabilirono sfere di influenza per tagliare fuori la Germania. Nel 1941, Reza Khan, primo ministro, fu costretto all’esilio e suo figlio, Mohammed Reza, gli succedette. Dopo la guerra, il giovane scià riconquistò il potere assoluto. Nei successivi 30 anni, la resistenza al regime di repressione e di modernizzazione si rinforzò e nel 1979 lo scià si dovette dare alla fuga. Un paio di settimane più tardi il leader riconosciuto degli oppositori dello scià, l’Ayatollah Khomeini, ritornò dall’esilio cui era stato costretto. Si instaurò così una repubblica islamica, in cui gli Stati Uniti erano considerati il “Grande Satana” e Israele cominciò a essere considerato un nemico giurato. Nel 1980 l’Iraq, guidato da Saddam Hussein, occupò il territorio della provincia del Khuzistan. Scoppiò così una guerra in cui morirono centinaia di migliaia di persone fino al 1988, quando fu negoziato un insoddisfacente cessate il fuoco. Le più grandi potenze europee e l’Unione Sovietica sostennero l’Iraq, usando la logica del “male minore”. Nel 1989, alla morte dell’Ayatollah Khomeini, la Guida Suprema passa all’Ayatollah Ali Khamenei. Nel 1997 viene eletto presidente il moderato Hojjat-ol-Eslam Seyed Mohammad Khatami. Quest’avvenimento infonde la speranza che le relazioni con il resto del mondo migliorino, ma i rapporti con la Germania, e la maggior parte dell’Europa, toccarono il fondo nel 1997, dopo che un tribunale tedesco stabilì che il governo iraniano era coinvolto nell’assassinio di dissidenti curdi iraniani in Germania avvenuto parecchi anni prima. Nel febbraio 2001 a Teheran è scoppiata la rivolta degli studenti, affiancati da quella parte della popolazione che mal sopporta le rigidità del sistema politico-religioso, condannata dall’Ayatollah Khamenei e dalla quale ha preso le distanze lo stesso presidente Khatami, riconfermato alla presidenza nel giugno dello stesso anno. Nel 2002 la condanna a morte dell’intellettuale riformista Hashem Aghajari, docente di storia all’università di Teheran e giornalista, ha causato nuovi disordini, sfociati prima nelle università, poi nelle piazze.
Le elezioni del 2004 hanno costituito un Parlamento a maggioranza assoluta conservatore poiché il Consiglio dei guardiani della rivoluzione aveva respinto la candidatura dei riformisti con maggiore popolarità e di un’ottantina di deputati allora in carica. Nel giugno dello stesso anno la Corte suprema ha respinto la condanna a morte di Aghajari. Con le elezioni del 2005 è stato eletto presidente Mahmoud Ahmadinejad, riconfermato con le elezioni presidenziali del 2009, la cui regolarità hanno destato forti dubbi. Da questo momento la tensione sociale del paese è notevolmente aumentata.